Saper DISEGNARE o…. saper VEDERE?
Questo testo si propone di convincere, soprattutto coloro che credono di non esserci portati, che tutti possono imparare a disegnare . Quando dico questo ai principianti, solitamente mi rispondono che ci proveranno ma sanno già che per disegnare bisogna avere talento innato e che naturalmente loro non ne hanno…
Ma chi dubita che per tirar fuori La Divina Commedia ci voglia talento e predisposizione? Eppure questo non ha impedito a tutti noi di scrivere una lettera d’amore, un biglietto d’auguri, il proprio curriculum. Ecco, tutti noi possiamo imparare a fare un disegno d’auguri.
Nelle ore di disegno a scuola ci veniva detto semplicemente: ”disegna questa natura morta”. Chi era in grado di disegnare copiava con una certa fedeltà, per gli altri era la constatazione di una mancanza. Ci veniva insegnato qualche rudimento della teoria delle ombre e della prospettiva ma il problema restava lì dov’era. “Il disegno non è per te”! questa era la frase con la quale l’insegnante assolveva se stesso ed il suo metodo. E tutti abbiamo creduto a questo superficiale assunto ed abbiamo abbandonato il disegno e con il disegno molte altre prospettive di applicazioni artistiche. A tutti noi hanno fatto credere che disegnare fosse una qualche magica esperienza che nasce dalla mano; in realtà ciò che permette di disegnare è una differenziata e specializzata attività visiva. Insomma, si disegna con l’occhio e non con la mano.
Se ti chiedo di disegnare un occhio probabilmente verrà fuori una cosa del genere:
e se ti chiedessi di disegnare una bocca faresti più o meno così:
In realtà che cosa è successo? Tu non hai osservato alcun occhio e nessuna bocca. Hai semplicemente “pensato” ad un occhio ed una bocca. Il fatto è che noi il più delle volte non osserviamo ma “pensiamo”. Ma disegnare una foglia vuol dire disegnare ciò che la rende diversa da tutte le altre foglie; disegnare un volto vuol dire sapere perchè è diverso dagli altri volti; disegnare un’occhio vuol dire rappresentare proprio l’occhio di una determinata persona e non un’altro qualsiasi. Questo è possibile solo se siamo capaci di osservare. Spesso non lo siamo e proverò a spiegarti perchè.
Qui di seguito vedi un’immagine del contorno di una testa vista di fronte (immagina un uomo privo di capelli)
prova ad immaginare dove dovrebbero essere disegnate le linee degli occhi. Ti ricordo che stiamo parlando di una cosa che tutti noi abbiamo davanti ogni giorno almeno un centinaio di volte: allo specchio la nostra testa e nella realtà quelle degli altri. Quindi una cosa che dovremmo aver visto e conoscere bene.
Eppure, molti di noi non sanno individuare con sicurezza dove dovrebbero essere gli occhi in un volto. noi pensiamo che gli occhi nella testa occupino la parte più alta ed infatti tutti gli allievi principianti li disegnano in questo modo:

e tu dove li avresti disegnati ?
Altro esercizio:
questo che segue è il profilo di un viso

sapresti definire l’intero cranio di questo viso?
Che cosa viene fuori? una cosa così?:
ti soddisfa il risultato oppure pensi che qualcosa non sia al suo posto?
Ripeto che non stiamo disegnando un ritratto o la copia di un quadro di Caravaggio ma cercando di capire se conosciamo, e quanto, una cosa che osserviamo tutti i giorni e che ci appartiene. Non si tratta di abilità nel disegno ma di osservazione. Sono sicuro che emergono delle difficoltà e che cominciamo a comprendere che il disegno non c’entra nulla.







Bello il blog ,Marco, avanti così!
io sono sempre stato convinto di questa cosa!! Il problema quindi è…come si fa a diventare bravi osservatori?
caro Stefano, scusa del ritardo con cui ti rispondo.
Mi chiedi come si fa a diventare bravi osservatori!? Credo che sia necessario abituarsi a vedere lasciando da parte ciò che si sa. Se tu guardi un volto e hai in mente “Naso Occhi Bocca” come le cose importanti di un volto, in quel volto tu percepirai solo queste tre cose. Spesso quando noi guardiamo una cosa non la “osserviamo” ma la “PENSIAMO”. La percezione è una cosa complessa e a volte ciò che sappiamo di una cosa si sovrappone a ciò che stiamo osservando
In un volto spesso le labbra non sono chiare, non c’è una linea che le delimita, soprattutto nel labbro inferiore, ma noi siamo talmente abituati a quelle linee che le vediamo anche dove non sono ed il risultato è un disegno di una cosa che non c’è affatto. Sul blog c’è un articolo che prova a spiegare proprio questo.
Grazie della tua domanda
se si tratta di copiare ci riesco. le copie mi vengono fedeli, ma se si tratta di disegnare a mente no. potresti specificare questo aspetto, così chi non ha talento, come me, non si illude di poter imparare a disegnare, può solo capire che può imparare a riprodurre quello che vede, ma solo quello. purtroppo è questione di mano.
cara Alice, molti allievi mi sottopongono la questione del “disegnare a mente”. A mente si possono disegnare i fumetti, immagini simboliche, qualcosa che si è memorizzato molto attentamente e che non ha relazioni con la realtà. I grandi disegnatori di fumetti hanno una quantità immensa di foto davanti per ogni scena che debbono ritrarre. Non bisogna confondere la creatività e l’inventiva con il saper disegnare:nessuno è ingrado di disegnare “a Mente” un volto di una persona nota. I grandi pittori del 500, del 600 dipingevano con i modelli davanti. A mente puoi disegnare Paperino, Topolino, una mano stilizzata, ma per disegnare la mano o l’occhio di tuo figlio o il viso di una persona devi averla davanti ed osservarla. Un volto non è una cosa sola ( e mi ripeto) ma un insieme di molte relazioni, di tanti rapporti e quindi è impossibile pensare di realizzarlo a memoria, a mente. sarebbe come citare a memoria dieci pagine dei promessi sposi perfettamente. Quando faccio un ritratto, una lieve variazione del bordo del labbro superiore, produce un’altra faccia. Quindi non preoccuparti della memoria. Il disegno è osservazione. Poi, del viso che stai affrontando, ne farai una cosa nuova, lo trasformerai come faceva Modogliani. L’invenzione di Caravaggio non è il volto del Bacchino malato o la mela sul cesto, ma l’aver pensato dimettere in un quadro una mela marcia, cosa che non era mai accaduta, oppure un santo con i piedi sporchi. Altra cosa è l’invenzione. Pollock e Burri hanno inventato ma basandosi sull’osservazione interiore degli stati mentali, sulla rappresentazione di pensieri e stati d’animo. Osserva, osserva. Guarda le cose del mondo come se non le avessi mai viste. Ti accorgerai che il talento è in ogni individuo, quando è in grado di ascoltare se stesso. Marco